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le mani

 

 

Le  Mani

 

 

 

Gocce d’olio ambrato,

profumi di  spezie indiane,

la musica di Vivaldi,

e comincia il viaggio.

Il tuo corpo diventa strumento musicale,

tastiera di pianoforte dove abili mani

sanno colpire le giuste note.

Vibrazioni di bassi e irraggiungibili  alti

che ti attraversano,  ti esaltano, ti inebriano

e tu naufrago  folle  in questo dolce navigar,

tra le onde del piacere, felice  resti.

Le essenze ti catturano  ti avvolgono

mentre le abili mani  continuano

ad inseguire quell’incredibile  spartito

musicale  pregno di emozioni.

La musica si ferma  e rende onore

a quelle mani  che nel silenzio

salutano con un’umile carezza,

portatrice di rispetto  e dignità

come lo sono  gli strumenti musicali

che allietano il concerto  dell’anima.

 

                                                                                            

 

la magia di un fiore

 

Il ristorante  è pieno di amici

ognuno prende posto tra i tavoli

pacche sulle spalle

e strette di mano

Tra i sorrisi spensierati

solo un posto

non verrà  occupato

non ha la  sedia 

non ha le  posate

  bicchiere

Un piatto bianco

con una rosa poggiata

che emana  un profumo

che può essere sentito

solo con il cuore

Quella rosa  è  lì,

anima pura, felice

di  aver dato la vita a dei semi

cresciuti nel  fertile terreno della  coscienza

Una rosa in un piatto bianco

che con il  silenzio sa  dire

più parole di mille volumi

La serata è  magica

tanti amici   e lei una semplice  rosa

che nel piatto oggi  serena riposa.

 

 

 

 

 

 

L' Angelo azzurro

Si sente nell’aria uno strano fruscio
tra le antiche arcate,
l’altare si circonda di voci e volti amici,...
il vecchio organo con una melodia
risveglia le emozioni.
Le vetrate sacre lasciano passare
le mille luci del cielo stellato,
donando allo sguardo degli sposi
riflessi perlacei.
Oggi le campane del convento
annunciano le venticinque stagioni
di due cuori custodi di gioie,
amarezze e orgoglio.
Nel silenzio i vostri figli
vi osservano, fieri virgulti
di una grande quercia che ha saputo
conquistarsi l’amaro pane.
Si sente uno strano fruscio
tra le arcate sacre,
come un soave battito d’ala
leggero, quasi una carezza.
La serata è magica,
la Luna, padrona degli innamorati,
maestosa attende il canto
dell’Angelo azzurro,
foriero divino dell’inno alla vita.

 

delfini

Immersi nel liquido piacere
di un’estate morente
trovammo rifugio io e te...
dalla passione
in una piccola insenatura
Uno sguardo un desiderio
e il tuo corpo mi accolse ancor prima
che le nostre bocche
si perdessero in un sospiro.
Confusi fra grida di gabbiani
e ruggiti sabbiosi del mare.
Soli, soli fra molti, uniti come delfini
compiemmo dell’estasi il canto
e nessuno ne udì il suono
fuorché il cielo
che ancora ci ricorda
che tutto nacque
dallo schioccar di un bacio

 

Guaglio'

Nel sorriso avevi la voglia di esistere,
nello sguardo possedevi
tutti i colori dell’orizzonte,
e nell’animo l’istinto
del guerriero puro.
Avevi bisogno di spazio e di emozioni
per riempire i sogni.
Vivevi la vita nella luce dell’entusiasmo,
ma ogni luce genera un'ombra
che il destino crudele
a volte trasforma in tenebre.
Resterai nei nostri cuori,
eroe per caso.
Amavi accarezzare il vento
tra i respiri di cavalli e fruscii d’ala
e un giorno hai chiuso gli occhi
per riposare dove nascono le leggende..
ma ci saranno altri occhi
che vedranno per te.
E in quegli sguardi
noi ti ritroveremo sempre.

 
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