Le poesie più lette
poesia per una stella
Quella notte il cielo incantato era illuminato a festa Scie di cristallo si rincorrevano nel mistero di San Lorenzo. E in quella notte magica non ti abbiamo vista più. Eri attesa in quello scenario dove dimorano i giusti e non son bastate le lacrime di mille occhi e di mille mani a trattenerti fra di noi. Non è bastata la forza con cui hai affrontato il dolore. Non è bastato il tempo per dare serenità ai tuoi cari per vederli crescere e gioire. Cenere eri e cenere ritornerai ma In cielo siamo certi diventerai fuoco e roccia come le comete. Sarai canto libero fra le galassie perché la Terra non può contenere le stelle. Arrivederci luce amata vola libera come torcia perenne del nostro incerto destino.
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ma non da sola…ma non da sola
I pensieri sono più assordanti del treno e il finestrino sembra lo schermo di un antico cinema. Pali, luci, ponti ne tagliano i fotogrammi, e le rotaie come tamburi martellano le tempie della mia immagine riflessa all’angolo del vetro. La mia vita all’ improvviso si srotola in un immaginario film dove io sono unica spettatrice, Momenti difficili passano nella mia mente, dove un silente demone s’annida. Mi sento come un fiore che non vuol perdere i suoi petali, e pura guerriera combatterò per riconquistare sogni e speranze, ma non da sola. Porto con me il calore di chi mi vuole bene e che mi dà la forza per affrontare il male. Domani ritornerò con il sole in fronte e l’ aria che mi spettinerà i capelli, In un assordante treno privo di pensieri ma pieno di sorrisi.
L'uomo delle farine
All’ alba Il vecchio portone dava luce al mulino e l’uomo delle farine come ogni giorno rinnovava il miracolo del grano. La macina ruotava rumorosa sprigionando un canto libero come inno al simbolo della vita. E l’uomo delle farine era lì come ogni mattino ad accarezzare con la mano esperta la cascata di quel bianco fiore. Ne sapeva dosare la finezza ne miscelava le specie, ne comprendeva il valore e in quel sacro gesto ne racchiudeva il mistero del dono di Dio Un giorno il portone del mulino non si aprì, la macina era ferma, la cascata di bianco fiore era muta L’uomo delle farine non si era visto quella mattina forse era ritornato in cielo. Il mattino all’alba una mano giovane fece un giro di chiave al vecchio portone lo aprì riportando la luce in quel sacro luogo. Come per incanto la macina ritornò a cantare, la bianca fonte continuò a sorridere. L’uomo delle farine non c’è più ma in ogni sacco se ne sente il profumo.
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...per incontrarvi ancora per incontrarvi ancora
All'improvviso arrivò un sorriso
All ’ improvviso arrivò un sorriso ambasciatore di terre lontane. Portava con sé emozioni, voglia di abbracci, desideri, sapori e speranze per anni negati. Dentro quel sorriso vi erano custodite le stesse radici, lo stesso sangue, lo stesso sguardo di fratelli costretti all’umiliazione della miseria. Oggi quel sorriso risplende di luce come un cofanetto di perle e dentro quel sorriso non c’è più l’amaro della fame, non ci sono più le lacrime dei bastimenti, le valigie di cartone piene di speranze. Non c’è più la sirena che copriva il pianto delle madri costrette a lasciare i propri figli nella disperata lotta dell’esistenza. Ora quel sorriso è figlio di chi ha saputo riscattare e vinto la sofferenza di una madrepatria lontana. Quel sorriso oggi è qui, ambasciatore di felicità, desideroso di ricostruire le radici dello stesso albero. Accoglierò quel sorriso con calore, senza parlare, estasiato da quella luce di perle che ha ritrovato la sorgente del proprio sangue. |


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