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Le poesie più lette

La musica del lago

 

 

Nella mia solitudine guardo

il lago argenteo, che silenzioso

accompagna i miei giorni.

Lo immagino come un foglio,

dove poggia un pentagramma

sul quale  vorrei scrivere

una melodia a lui dedicata.

Allungo la mano, e come  per magia

partono i cerchi fluttuanti mentre

accarezzo  l'acqua.

Do,Re,Mi,Fa,Sol,La,Si

Do come dono ricevuto nel goderlo e ammirarlo

Re come respiro

Mi come mistero della natura

Fa come fascino

Sol come solitario incanto

La come lanterna che  sa catturare la Luna

Si come silenzio  e  simbolo di pace.

Sette note, sette semplici note

su un immaginario pentagramma

dove nasce l'inno per un amico, lago amato

che non parla, ma sono sicuro che mi sta ascoltando.

 

Amici

È sera...
Ritorno fra le luci e i suoni nella città.
Porto con me immagini di visi felici...

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Un uomo onesto

Muta è la Torre
nella solitudine
di queste ore di morte,...

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A mio figlio



Studia figlio mio, studia,
così da grande comanderai,
avrai una laurea, una bella casa,
i soldi in banca, una bella moglie,
i figli ben vestiti, insomma l’avvenire assicurato.
Sì figlio mio studia.
Nei salotti farai sfoggio della tua cultura,
magari entrerai in politica,
diventerai qualcuno,
avrai successo, avrai l’autista, la segretaria,
e, sì, sei arrivato, sarai contento…
Io no! no! , io no!
Non è questo che desideravo.
Io volevo che studiassi per capire,
per dare l’esempio,
per vivere in una società più giusta,
per stare vicino a chi soffre,
per dimostrare dignità e rispetto
visto che non li puoi comperare.
Non cercare vestiti firmati,
ma una firma contro le ingiustizie,
contro le ipocrisie, le guerre, la fame.
Quando vedrai con gli occhi
di chi non può vedere,
quando parlerai in difesa
di  chi non può parlare,
quando un vecchio ti chiederà aiuto, sostegno, comprensione,
quando un malato ti sporcherà
di sangue, di sputo, di merda
e sarai lì ad aiutarlo,
allora sì che sarai ricco,
e anche io, figlio mio, sarò ricco.


Copyright © 2009 Angelo Ripaldi.


 

A Claudio

 

Suono di campane…
Come battiti di cuore,
di un cuore che non batte più...
ceri accesi ad illuminare

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