Pasquale e Caterina
Oggi è una giornata di rose e fiori,
in onore de Pasquale Di Gori e Caterina Montuori.
Lui è di stirpe romagnolo-calabrese,
lei è un ibrido romano-avezzanese.
Lui ha un “aplomb” da lord inglese,
lei un caratterino tutto abruzzese.
Lui è negato nel portare la cravatta,
lei per le scarpe ti fa uscire matta!
Sono come l’asola e il bottone,
o come il cemento col mattone.
Questo proverbio non è niente male
se si parla di Caterina e Pasquale.
Il 15 ottobre, la giornata ideale,
da tempo impegnati per il cerimoniale.
Trova la chiesa, il prete e il ristorante,
cose impreviste se ne vedranno tante.
In arrivo c’è una sorpresa:
il prete non può venire... e chiede scusa.
“Ma come?!? Quel giorno io vado in sposa...
Pasqua’, vieni con me alla Santa Casa!”
Di fronte al sorpreso cardinale
spiegano i problemi Caterina e Pasquale.
E vista la loro grande ostinazione
ottengono in breve la sostituzione.
Escono dalla curia felici e contenti,
ignari che a S. Pietro montano i “tubi innocenti”.
“Pasqua’, è una fregatura... che è quella struttura?
Corriamo subito alla Prefettura!”
Il Prefetto li ascolta con santa pazienza
ma il problema non è di sua competenza.
La ditta appaltatrice solo lo sa
e a Pescara bisogna anda’.
Caterina non si rassegna alla jattura:
bisogna togliere alla chiesa l’impalcatura.
“Io non voglio nessun tubo, nessuna sbarra,
che cavolo, ho pagato un milione e mezzo di caparra!”
Gridano all’imprenditore con fervore,
quella impalcatura è un disonore.
“Levami quella bruttura, per favore,
se no mi rivolgo direttamente al Creatore”.
La cosa alla fine si risolve con buone maniere,
ma non sa di un altro problema: la bomboniere!
Corri a Sulmona e compra i confetti,
ripassa alla merceria a confeziona’ i veletti.
I problemi non sono terminati:
Angelo aspetta la carta da parati.
Qui la cosa è proprio drastica:
è una parola: Caterina sta a Ustica!
Partenza improvvisa per un gran progetto,
a seguire Pasquale, con l’aereo e il vaporetto.
All’arrivo a Palermo, poveretto,
il mare è mosso e non parte il traghetto.
Rimane con la magra consolazione
“Sono andato a Palermo a fare colazione”.
La cosa lo aveva molto turbato,
e 500.000 quel caffè gli era costato!
Di complicazioni ne sono successe a iosa,
ed ora vi racconto un’altra cosa:
l’ultimo trasloco, lui non lo dice,
qualcuno s’è schiacciato il dito con la lavatrice.
Con la geologia ci sanno veramente fare,
ma non chiamateli per traslocare!
Erano in cinque, e quattro case da trasportare,
hanno lasciato l’armadio per le scale.
Sono figli delle nuove generazioni
e di chi voleva fare le rivoluzioni.
Di grammatica ne hanno in abbondanza,
ma della pratica una ricca carenza.
Pasquale, un consiglio ti voglio dare:
se Caterina una suocera va ad acquistare,
tu sei messo veramente male:
due suocere devi accontentare!
Se Gabriella d’indole è riflessiva,
sappi che Egle dei nipoti è possessiva.
È piccola, e tira ad altezza mezzobusto,
tu che sei alto, attento al “punto giusto”!
Per tutti è una giornata molto felice,
Fabio guarda Antonella e niente dice.
La cosa non gli sfugge mai di mano:
perché fanno “le prove” su a Milano.
Alla fine di questa favella,
alziamo i bicchieri a questa coppia bella.
Questa è un’unione veramente speciale,
Viva Caterina e Viva Pasquale!
Dulcis in fundo ancora una sorpresa,
la sposa non arriva, siamo tutti in attesa.
E non ci sarebbe niente di male
se fuori non ci fosse il temporale.
Ora un fiore vorrei dedicare
a chi da lassù ci sta a guardare.
Questo bel giorno è condiviso
da Nino, Caterina, Tiberio e Rita in Paradiso.
Avezzano, 15 ottobre 2000
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